Prima della seconda puntata ci teniamo a ringraziare vivamente Angelo Azzinnari per aver contribuito con le sue segnalazioni fotografiche alla stesura di questa analisi.

𝑰𝒏 𝒄𝒉𝒆 𝒔𝒕𝒂𝒕𝒐 𝒗𝒆𝒓𝒔𝒂 π’Šπ’ π’π’†π’—π’‚π’Šπ’?

Il nevaio si presenta attualmente completamente colmo di neve. Le rocce di riferimento (nei riquadri) risultano ancora interamente coperte, inclusa la parte bassa della roccia sulla parete frontale, posta a circa 15 metri al di sopra del fondo della dolina.

Questo aspetto non deve tuttavia trarre in inganno; ciΓ² non implica necessariamente la presenza di spessori eccezionali, quanto piuttosto un accumulo nevoso significativo, successivamente soggetto a compattazione del manto nevoso e a processi di ablazione (fusione e sublimazione).

Per questo motivo preferiamo non fornire stime degli spessori in assenza di misurazioni dirette effettuate con criteri standardizzati. Allo stesso modo, riteniamo che sia poco significativo esprimere valutazioni in termini di β€œmetri di neve” senza un adeguato sistema di riferimento.

π‘ͺπ’π’Žπ’† π’”π’Š 𝒆̀ π’‚π’“π’“π’Šπ’—π’‚π’•π’Š 𝒂 𝒒𝒖𝒆𝒔𝒕𝒐 𝒑𝒖𝒏𝒕𝒐?

Marzo si Γ¨ mantenuto sulla falsariga dei mesi precedenti dal punto di vista pluviometrico, risultando perΓ² persino piΓΉ freddo rispetto a febbraio.

In base ai dati della stazione piΓΉ vicina (Serra del Fago, 1380 m), la temperatura media mensile Γ¨ stata di 3.4Β°C, con uno scarto di -0.4Β°C rispetto alla media storica : un’anomalia sicuramente non eccezionale, ma significativa se inserita in un contesto di elevata dinamicitΓ  atmosferica.

Il dato piΓΉ rilevante rimane tuttavia quello pluviometrico: nel corso del mese di Marzo sono caduti 150 mm nella medesima localitΓ  e 180 mm a Castrovillari – Orto Botanico (ARPACAL), portando le cumulate da inizio anno a 599 mm, pari a un surplus del +25.8% nel trimestre gennaio–marzo.

Si tratta di un valore decisamente anomalo, che conferma l’eccezionalitΓ  della stagione in termini di apporti pluviometrici: basti pensare che in circa tre mesi e mezzo Γ¨ giΓ  caduto il 42,5% di quello che normalmente cadrebbe in un anno (…e pensare che il Pollino occidentale sia stata una delle zone con le anomalie piΓΉ basse della regione in questi quattro mesi).

Alla luce di questi dati, Γ¨ plausibile ritenere che una quota significativa delle precipitazioni sia avvenuta in forma solida alle quote del nevaio, rappresentando un ulteriore elemento favorevole rispetto alle annate recenti.

πŸ“ˆπ‘Ήπ’Šπ’”π’‘π’†π’•π’•π’ 𝒂𝒅 𝒖𝒏 𝒂𝒏𝒏𝒐 𝒇𝒂?

Le prospettive appaiono al momento favorevoli, ma Γ¨ proprio tra aprile e maggio che si delineano le dinamiche principali legate alla longevitΓ  del nevaio.

Il confronto fotografico con gli ultimi due anni (2024 e 2025, rispettivamente il primo ed il terzo/quarto peggiore dell’ultimo ventennio) evidenzia un surplus nivometrico significativo, pur ovviamente in assenza di una correlazione.

Un elemento di rilievo Γ¨ rappresentato dalla limitata presenza di pulviscolo atmosferico depositato: nelle immagini di domenica scorsa il tipico colore ocra risulta poco evidente, segnale di una ridotta o nulla deposizione di polveri.

Questo aspetto Γ¨ particolarmente importante, in quanto il particolato sulla superficie nevosa riduce l’albedo, aumentando l’assorbimento della radiazione solare e accelerando i processi di fusione, che in questa fase dell’anno risultano determinanti.

Negli ultimi giorni, tuttavia, correnti meridionali (ostro e scirocco), veicolate da una depressione sul Mediterraneo occidentale, ha determinato un aumento significativo delle concentrazioni di particolato, con valori superiori a 50 Β΅g/mΒ³. È lecito supporre che parte di questi aerosol si siano depositati al suolo in seguito a precipitazioni, con possibili effetti sull’evoluzione del manto nevoso nelle prossime settimane.

πŸ€“π‘ͺ𝒐𝒔𝒂 π’‚π’”π’‘π’†π’•π’•π’‚π’“π’”π’Š π’Šπ’ 𝒇𝒖𝒕𝒖𝒓𝒐?

Le condizioni attuali del nevaio risultano nel complesso ottime. Se il trend dovesse proseguire, questa stagione potrebbe rivelarsi particolarmente favorevole in termini di persistenza, con la possibilitΓ  di superare la data media di fusione, che dalla nostra ricostruzione degli ultimi vent’anni si colloca intorno alla seconda decade di luglio.

Con la speranza di tenervi compagnia per i prossimi 3–4 mesi, vi auguriamo una buona serata.

Per saperne di piΓΉ sul nostro progetto potete visitare il nostro blog: https://blog.calabriaweatherdata.it/nevaio-del-pollino/

Per eventuali segnalazioni, potete contattarci sui nostri profili social.

Un caro saluto.

Agg. 12/04/2026

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